Il giorno 19 settembre 2012 è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea la variazione del regolamento REACH riguardante il contenuto di Piombo negli oggetti di “gioielleria” (“jewellery” nella versione inglese della norma, “bijouterie” nella versione francese), dove per gioielleria si intende:

  1. braccialetti, collane e anelli
  2. articoli di gioielleria per piercing
  3. orologi da polso e bracciali da uomo
  4. spille e gemelli per polsini

La legge è estesa sia ad oggetti di gioielleria che di bigiotteria, ad uso sia per adulti che per bambini, sono esclusi dalla legge oggetti come portachiavi e monete; il testo della pubblicazione è riportato nell’Allegato 1 del presente riepilogo.
In seguito alla consultazione e studio delle commissioni incaricate per la valutazione e competenti in materia, cioè il Risk Assessment Committee (RAC), e la Committee for Socio Economic Analysis (SEAC), è stato deciso che sarà da considerarsi il contenuto di Piombo in proporzione percentuale al peso di ogni singolo componente dell’oggetto di gioielleria, non essendo disponibile un metodo che mimi in maniera soddisfacente il rilascio di Piombo da un oggetto sottoposto a suzione.
Nella fattispecie, è stato deciso che il contenuto di Piombo non dovrà essere superiore allo 0,05% in peso (ovvero 500 ppm), riferendosi al peso di Piombo in proporzione al peso del singolo componente dell’oggetto – dove per “singolo componente” si intende ogni materiale che costituisce l’oggetto, nonché ogni parte accessibile dell’oggetto.
Poiché questa norma entrerà in vigore a 20 giorni dalla sua emissione e cioè il 9 Ottobre 2012, rientrano in deroga al limite tutti gli oggetti messi in commercio per la prima volta antecedentemente al 9 Ottobre 2013 e tutti gli oggetti fabbricati prima del 10 Dicembre 1961.

In riferimento all’aumentato interesse verso il Cobalto, abbiamo appurato che non esiste al momento nessuna legge federale che ne limiti il contenuto ed il rilascio in accessori moda ed oggetti di gioielleria per uso esterno (i piercing infatti seguono le norme per le protesi chirurgiche).

Il Piombo risulta limitato con legge federale dal 14 Agosto 2011: il contenuto in oggetti per bambini (vale a dire per persone più giovani di anni 12) è stato posto da 300 ppm a 100 ppm in peso, a meno che ciò non sia “tecnologicamente fattibile”: nel caso non lo sia, il limite resta posto comunque a 300 ppm.
La valutazione della fattibilità va definita caso per caso dalla commissione istituita appositamente dal CPSC, come riportato nel documento in Allegato 4.

Nell’Allegato 10 è invece riportata un’interessante nota del CPSC che chiarisce dubbi in merito alla considerazione della variabilità dei risultati ottenuti valutando sia campioni appartenenti allo stesso lotto, sia parti diverse dello stesso campione, e come comportarsi per evitare che questa influenzi negativamente l’ottemperanza alla legge.

Date le dimensioni della risonanza avuta dalla limitazione del contenuto di metalli pesanti negli oggetti destinati ai bambini, è possibile reperire online le linee guida relative al campo di azione di tale legge, ed iscriversi alla newsletter ufficiale per ricevere periodicamente aggiornamenti sulle normative in vigore.
L’indirizzo principale è il seguente: http://www.cpsc.gov/about/cpsia/sect101.html .

Ricordiamo che i limiti di contenuto e rilascio del Piombo vengono ad oggi definiti da una legge federale, quindi come tale essa è valida in tutti gli stati facenti parte degli USA.

Negli ultimi anni, sia per motivi di processi di concia dei pellami (tempi ristretti di lavorazione e asciugatura, semilavorati provenienti dall’estero ecc.) sia per particolari situazioni climatico–ambientali di alcuni paesi, soprattutto dell’Asia, si è avuto un forte incremento di segnalazioni riguardanti problemi di ossidazione anomala precoce su accessori metallici.

Questo è avvenuto trasversalmente su tutti i tipi di processi galvanici, sia quelli che prevedevano dei buoni spessori di metallo prezioso sia quelli con materiale verniciato. Per tali motivi, prendendo spunto dalle applicazioni in campo aerospaziale, abbiamo pensato di applicare un nuovo tipo di nichelatura chiamata NICHEL FOSFORO che ha dato subito degli ottimi risultati.

Dai tutti i test effettuati sia con materiale base zama sia con ottone, sia usando i riporti di prezioso direttamente sul nichel o con finitura antiallergica (con bronzo bianco sul nichel), si deduce che l’uso della nichelatura NICHEL FOSFORO come strato intermedio (da 1 a 3 micron), aumenta sensibilmente la resistenza alla corrosione degli accessori.

Tale resistenza, con spessori di prezioso di circa 0.20 micron, è paragonabile se non addirittura superiore in alcuni test (soprattutto nel calore umido), ai campioni fatti con nichel standard e riporti di prezioso intorno ai 0.30 micron.

La caratteristica più evidente è che, nel calore umido, non si ha la solita formazione di sali verdi, tipica peculiarità delle normali nichelature con riporti preziosi sotto il mezzo micron. Tali sali anche se dopo lavaggio lasciano l’oggetto apparentemente intatto possono provocare microporosità nel riporto galvanico, indebolendo il campione rispetto ai fenomeni corrosivi.

Inoltre tale processo è ormai stabilmente usato da circa tre anni con un ottimo riscontro anche nella realtà, tanto che molte case di moda hanno visto diminuire in maniera evidente il numero de resi.

Negli ultimi mesi abbiamo avuto molteplici segnalazioni riguardanti problemi di ossidazione anomala precoce su accessori metallici prodotti in Italia ed inviati e manipolati in Cina.

Tali problemi hanno assunto ultimamente portata preoccupante soprattutto in considerazione del sensibile incremento sia di vendite sul mercato cinese che di produzione di componenti di moda a cura di aziende situate in Cina per conto di aziende straniere.

Un esame approfondito sullo stato dell’inquinamento atmosferico nelle maggiori città della Cina (grazie a numerosi rapporti e pubblicazioni consultabili anche in vari siti WEB) ha evidenziato che nell’aria di gran parte delle città sono presenti gli stessi inquinanti presenti nei paesi occidentali, ma in quantità molto maggiori.
L’ attenzione è stata subito focalizzata sugli ossidi di azoto NOx; la loro presenza nell’aria in grandi quantità è da imputarsi principalmente all’industrializzazione selvaggia cui la Cina è stata soggetta negli ultimi 15 anni.

Studi approfonditi sugli effetti di acidificazione dell’atmosfera dimostrano che tra SO2 ed NOx esiste un rapporto di almeno 5 a 1, ovvero che è sufficiente una concentrazione di NOx pari ad un quinto di quella di SO2 per avere lo stesso effetto di acidificazione.

La presenza contemporanea nell’atmosfera cinese di alte concentrazioni SO2 ed NOx, unite a grandi quantità di polveri sottili a livelli di umidità relativa vicini a quelli limite (con conseguente effetto di inversione termica), fa sì che il livello di aggressività dell’aria ambiente sia assolutamente superiore a quello normalmente rilevato nei paesi industrializzati.
Non è inoltre da sottovalutarsi il microclima degli ambienti all’interno dei quali gli accessori si trovano; tale parametro costituisce un’ulteriore fattore negativo che va a sommarsi a tutti gli altri Tale dato ci ha fatto immediatamente intuire che le normali procedure di controllo ad oggi valide per la garanzia della qualità degli accessori metallici erano insufficienti e che risultava necessario mettere a punto nuovi test di corrosione accelerata rappresentativi del tipo di atmosfera presente in Cina.

Tenuti validi i tipi di test oggi utilizzati e resili maggiormente aggressivi (soprattutto a livello di tempi di esposizione), si è teorizzato e messo a punto un nuovo tipo di test (da noi denominato ‘TEST CINA’) basato su quanto riportato al punto 7 della Norma UNI ISO 4524 parte 2°.

Il test consiste nell’esporre gli oggetti per 2 ore a temperatura ambiente su una idonea camera di prova contenente acido nitrico; il test effettuato ha quindi una valenza ufficiale in quanto normato ed è rappresentativo per quanto riguarda l’aggressività degli NOx presenti in atmosfera ambiente.
L’esecuzione di tale test su un gran numero di accessori realizzati con differenti metalli base e trattati galvanicamente con diverse finiture ha portato alle considerazioni che seguono.
L’aggressione superficiale da parte degli NOx determina un attacco chimico sullo strato superficiale che, se non adeguato, permette l’attacco anche degli strati sottostanti fino ad arrivare al metallo base, con conseguenze devastanti per gli oggetti nella loro totalità soprattutto se il metallo base presenta delle microporosità.
Da tale considerazione ne deriva che l’utilizzo dell’ottone è senz’altro migliore di quello della zama o del ferro.
L’esecuzione di una spazzolatura meccanica sul metallo base ha un effetto benefico sulla chiusura delle microporosità superficiali in quanto essa, oltre a creare un’azione di asporto, provoca un sensibile riscaldamento sulla parte superficiale del metallo base con effetto brasante sui microfori.
Se poi gli oggetti non devono avere un effetto speculare, è senz’altro migliorativo effettuare i trattamenti meccanici sul materiale di base invece che sui riporti galvanici, come normalmente avviene.

La scelta del materiale di costruzione degli accessori (ferro, comunque sconsigliato, zama o ottone) comporta l’applicazione di spessori di riporto galvanici superiori a quelli standard e di entità tale da coprire al massimo le asperità superficiali.
Ad oggi i cicli di lavoro eseguiti in Occidente prevedono l’ applicazione di spessori di riporti galvanici delle finiture preziose generalmente di 0.20 &nano;m (con un ottimo rapporto qualità/prezzo) e permettono di superare i seguenti test:

  • NEBBIA SALINA – 24 ORE
  • ANIDRIDE SOLFOROSA – 8 ORE
  • CALORE UMIDO – 96 ORE (CON O SENZA PELLE)
  • TIOACETAMMIDE – 24 ORE
  • SUDORE SINTETICO (NORMA FRANCESE) – 6 ORE

I suddetti test non comportano una relazione diretta tra il loro superamento e gli anni di inalterabilità degli oggetti controllati, ma hanno dato nel tempo indicazioni fondamentali sulla qualità degli oggetti stessi anche in confronto con lo “storico” (numero di resi, scarti, ecc. ) di molte case di moda e non solo.

Come già sottolineato in precedenza, l’utilizzo di oggetti da esporre all’atmosfera presente in Cina (da ritenersi assolutamente peggiorativa rispetto a quella della gran parte dei paesi del mondo) ha reso necessario una ulteriore revisione dei test ad oggi utilizzati e l’introduzione del TEST CINA secondo l’elenco che segue:

  • NEBBIA SALINA – 48 ORE
  • ANIDRIDE SOLFOROSA – 24 ORE
  • CALORE UMIDO – 96 ORE CON PELLE
  • TIOACETAMMIDE – 48 ORE
  • SUDORE SINTETICO (NORMA FRANCESE) – 12 ORE
  • TEST CINA (NOx – 2 ORE)

Tutto quanto esposto relativamente ai test di corrosione accelerata si basa su fondamenti teorici e sulla considerazione di situazioni ad oggi in essere, ma è chiaro che solo il tempo permetterà di confermare la fondatezza di tutto il sistema di controllo in quanto ciò che si è venuto a creare in Cina non ha precedenti.

Per garantire la tenuta ai test revisionati e nuovi sopra elencati è fondamentale sia applicare spessori superficiali di metalli preziosi di entità sensibilmente superiori a quelle standard che utilizzare metalli preziosi poco reattivi al NOx e che comunque lasciano inalterato l’aspetto superficiale e la tonalità di colore delle varie finiture.

Una maggiore garanzia di tenuta viene inoltre dall’utilizzo di post-trattamenti protettivi di carattere organometallico da applicarsi sopra la finitura preziosa.

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